Storia della serigrafia

La Serigrafia è una tecnica di stampa con matrice, detta anticamente "crivellografia" per il fatto che l'inchiostro di stampa passava attraverso un "crivello" cioè una sorta di trama fittisima.

Il procedimento base a un colore della serigrafia è pressappoco il seguente: tracciato il disegno o la scritta che si vuole riprodurre su un film di acetato, una sorta di pellicola plastica robusta e trasparente, si pone questo foglio sulla matrice costituita da una tela di seta sintetica e tesa su di un telaio, nel complesso denominato "quadro da stampa", che a sua volta è già stata spalmata con uno strato di gelatina fotosensibile, distribuita con l'uso di uno strumento apposito.

Si introduce poi il tutto (foglio con il disegno o la scritta e quadro sul quale è tesa la matrice) in un torchio serigrafico che si illumina con una potente sorgente luminosa fortemente attinica (5000W), procedimento analogo alla impressione delle lastre offset.

Il telaio che contiene la matrice viene lavato con un energico getto d'acqua per cui la gelatina stesa sulle parti che non hanno ricevuto luce perché soggiacenti alle parti colorate del disegno, viene sciolta e libera la trama del tessuto del quadro serigrafico.

Asciugata la matrice si installa il telaio in una macchina serigrafica automatica, semi-automatica o manuale e, ponendo l'oggetto da stampare , si spande con un altro strumento in gomma detto "racla" il colore di stampa. Dove la matrice è stata lavata il colore passerà e si imprimerà sull'oggetto . Si può stampare anche su diversi materiali.

Serigrafie a più colori prevedono l'uso di più matrici (una per colore) e una grande precisione nella sovrapposizione delle immagini, ottenibile con la tracciatura di segni detti crocini di registro che consentono una stampa molto accurata.

La tecnica serigrafica normalmente produce immagini a campiture piatte e nette, è possibile ottenere effetti sfumati, usando tecniche e atrezzature più sofisticate.